IIS LEONARDO DA VINCI > Rassegna stampa
Ultima modifica: 20 aprile 2017

Rassegna stampa

 

Il raporto OCSE-PISA sulla situazione degli studenti italiani. Un articolo del Sole 24 ore

“Lettera a un insegnante”, un articolo di Vittorino Andreoli su Oggiscuola

“Uscire dal donmilanismo”, un articolo di Paola Mastrocola sul Sole 24 Ore

“Il futuro, in remoto, dell’ospedale”, un articolo di Adele Codignola sul Sole 24 Ore

Bullismo, il difficile compito di “tornare” alla storia. Un articolo de Ilsussidiario.net

I migliori professori d’Italia. Un articolo de La Repubblica.

Saper scrivere è così importante? Un articolo de Il Sole 24 ORE.

Dislessia, da dove viene la forza di “ricominciare”? Un articolo de Ilsussidiario.net

La lettera dei 600 docenti universitari al governo: “Molti studenti scrivono male, intervenite”. Un articolo de La Repubblica.

Ma la maturità così com’è (e come sarà) ha ancora un senso?  Un articolo de Il Sole 24 ORE.

Difficile il servizio civile nell’era degli sdraiati- Un articolo del Corriere della Sera.

Educare, non solo istruire: contro il buonismo di Stato. Un articolo del Corriere della Sera.

Ragazzi, un’ora di social vi costa il 3% di felicità. Un articolo del Corriere della Sera.

“Ho lasciato la chat dei genitori e sono tornato un uomo felice”. Un articolo del Corriere della Sera.

Perché manca una “via italiana” alla valutazione delle scuole? Un articolo de Ilsussidiario.net

Assente dal primo giorno di scuola, prof in congedo rientra per un giorno: così salta la supplente. Un articolo del Corriere della Sera.

Istituti tecnici “passe-partout” per il lavoro. Un’indagine de “Il Sole 24 ORE


 

Il CIttadino 16 gennaio 2016

LA DROGA, IL RAGAZZO DI LAVAGNA E NOI. LETTERA A ROBERTO SAVIANO

Dopo la pubblicazione su “Repubblica” di un articolo di Roberto Saviano in merito al dramma del ragazzo di Lavagna, suicidatosi dopo una perquisizione della Guardia di Finanza (l’articolo è disponibile a questo link), i responsabili di “In-Presa” hanno scritto a Saviano. La lettera è stata pubblicata anche dalla stampa locale.

Caro Roberto Saviano,
le scriviamo dopo aver letto il suo articolo dal titolo “I dieci grammi del ragazzo di Lavagna e i miliardi della mafia” (Repubblica, 15 febbraio 2017).
Il dramma del giovane che si è tolto la vita dopo essere stato perquisito dalla Guardia di Finanza ci ha colpito anche per una particolare circostanza. Proprio ieri anche presso la nostra scuola, “In-Presa” a Carate Brianza, c’è stata una perquisizione della Guardia di Finanza con il supporto dell’Unità Cinofila.
È una iniziativa che ripetiamo ogni anno, e lo facciamo non solo come un tassello di una necessaria lotta contro il fenomeno della droga; lo facciamo soprattutto per i nostri ragazzi, perché ci stanno a cuore le loro vite, il loro presente e il loro futuro, perché conosciamo tanti dei loro drammi e dei loro disagi, della violenza che hanno subito e delle sconfitte che hanno patito.
E vediamo quanti danni procura loro quella droga (pesante o leggera è solo un dettaglio secondario) in cui cercano una risposta che non arriva mai, anzi che rafforza i loro disagi, il loro sentirsi inadeguati ed estranei a tutto ciò che accade loro.
Lei scrive “Il fumo che si spaccia davanti alle scuole, nelle discoteche, negli stadi e ovunque ci siano ragazzi è fornito dai cartelli criminali. Il problema sono loro o sono gli studenti che fumano?”. Caro Saviano, noi crediamo che la questione sia mal posta. L’interrogativo è un altro: «Quando un ragazzo ruba una bicicletta che cosa importa alla società? La sorte della bicicletta o quella del ragazzo?» (G.Cesbron, “Cani perduti senza collare”).
La nostra scuola si rivolge soprattutto a ragazzi in dispersione scolastica, neet, giovani a rischio di disagio sociale… Sono ragazzi che hanno bisogno di essere voluti bene, di essere stimati, di sentire che la vita non è loro nemica, che c’è una possibilità buona. Non hanno bisogno di una droga che li stordisca e li affondi sempre di più nel fango da cui cercano di tirarsi fuori. Ne vediamo molti, che arrivano la mattina avendo già fumato il primo spinello: sono spenti, senza motivazioni, assenti…
Qualcuno gli ha fatto credere che il massimo che possono aspettarsi dalla vita è lo sballo, e lo cercano nello spinello o in sostanze più pesanti. Ma è una menzogna dietro cui si nasconde il desiderio più vero di ogni ragazzo: trovare qualcuno che li accompagni ad affrontare la vita e a godersela senza bisogno di fughe in benesseri creati artificialmente.
Lo ha detto benissimo la stessa mamma del ragazzo di Lavagna parlando ieri ai coetanei di suo figlio: “C’è qualcuno che vi vuole soffocare facendovi credere che sia normale fumare una canna, normale farlo fino a sballarvi. Diventate piuttosto veri protagonisti della vostra vita”.
Ma per questo c’è bisogno di amici e adulti che aiutino i ragazzi a guardare in faccia la realtà (e anche una ispezione può aiutare a farlo), a guardare in faccia il loro desiderio; amici e adulti che gli diano la possibilità di rialzarsi dopo un errore. La fondatrice della nostra scuola diceva: “Questi ragazzi meritano di più, c’è da fargli provare di più la bellezza della vita”.
È questo che si meritano i nostri ragazzi; non una scorciatoia che li stordisca, e nemmeno la complicità mortale di una droga liberalizzata che li renderebbe ancora più schiavi.

I responsabili di Cooperativa Sociale In-Presa

Davide Bartesaghi, Carla Garbelli, Chiara Frigeni, Evelina Cattaneo, Antonia Viganò, Caterina Cesana, Francesca Quattrocchi, Ian Farina